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Oliveto Citra
L'antichità di questo centro è documentata da molto materiale preistorico risalente all'età del Bronzo e del Ferro. Molti dei tanti reperti, sono esposti al museo di Paestum. La presenza di antichi insediamenti è avvalorata anche dalla scoperta di una vasta necropoli.
Oliveto Citra è una località dell'alto corso del Sele, situata prima della confluenza di questo con il Tanagro.
Dalla ciità antica, localizzata sulla collina della "Civita", si domina il Sele. E' dubbia tuttavia la connessione di questo centro con la necropoli dell'aetà del ferro che si estende in una vallata, attraversata dal torrente Piceglia, ai piedi della collina su cui sorge l'abitato moderno. Rispetto alla collina della "Civita" sia il paese attuale, sia la necropoli dell'età del ferro sono dislocati a maggiore distanza dal Sele, e, nel sistema, la Civita sembra rappresentare un baluardo avanzato. La necropoli protostorica è stata esplorata a più riprese dal Marzullo, dal Sestieri e dal d'Agostino nel 1961.
Fra i reperti rivenuti nella contrada "Aia Sofia" vi sono vasi buccheroli di origine etrusca e nella contrada Turni reperti di impasto vario appartenenti al V e IV secolo a.C., sui quali si riscontra l'influenza Greca, Corinzia e Ionica, nonchè altri con decorazioni vegetali provenienti dalla zona adriatica. A questi si aggiungono gli anelli d'argento ed i vasi di bronzo, rinvenuti nella località Piceglia e Civita, che gli studiosi ritengono appartenere alla tarda età del ferro.
Infine vi è la famosa "Ambra Rossa" anch'essa di sicura provenienza ionica e rivenuta nella citata località "Aia Sofia".
Delle menzionate zone archeologiche di Oliveto citra la più importante si ritiene sia quella della Civita, dove oltre ai resti di una grande arena rustica si possono ammirare resti di mura e qualche capitello del colonnato del tempio arcaio, da cui proviene importente materiale, come monete di rame romane e frammenti di antiche ceramiche di vario tipo e diversa origine.
Posto su un'altura alla destra del Sele, grazie alla ricchezza di acqua, ha una florida agricoltura ricca di ortaggi ed una sviluppata zootecnia.
Una buona industria di trasformazione supporta la locale economia, frequentatissimo il tipico mercato settimanale del giovedì. E' sede di un centro ospedaliero che con gli oltre 300 posti letto serve un vasto bacino d'utenza disponendo di moderni ed attrezzatissimi reparti.
Nella fine del mese di agosto una grossa manifestazione culturale ed artistica culmina con l'edizione del "Sele d'Oro".
Un fiume d'oro
Il Sele nasce dal monte Paflagone presso Caposele e, dopo 64 Km, sfocia nel Golfo di Salerno, presso Paestum. Le sue acque sono fonte di vita, non solo per la comunità del proprio bacino idrografico, ma anche per molte zone della Puglia e della costiera cilentana, grazie a due possenti acquedotti che captano le sorgenti di Caposele e di Senerchia.
Per le caratteristiche straordinarie delle acque che raccoglie nel territorio di Contursi Terme, il Sele è stato sempre addtato a fenomeno di natura fin dai tempi di Virgilio, che lo ha citato nelle sue opere. Gli antichi credevano che avesse il potere di pietrificare qualunque cosa precipitasse nelle sue acque, interpretando così il particolare fenomeno di sedimentazione minerale legato alle sorgenti termali, dal quale ancora oggi si può avere riprova.
Ancora oggi il Sele resta uno dei fiumi più belli e meno inquinati d'Italia e la valle che attraverssa è l'habitat di specie acquatiche terresti e volatili che ormai si possono incontrare solo in questi luoghi.
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